PUBBLICHIAMO UNA INTERESSANTE RELAZIONE AD OPERA DELL'ARCH. ANDREA TONELLO DI MORIAGO SULLO STATO DELLE PRONCIPALI OPERE DELLA PARROCCHIA

Negli ultimi tre anni la parrocchia di Moriago ha dovuto riversare parte dei suoi sforzi, anche economici, sul versante della salvaguardia delle sue opere d'arte più preziose. Se i restauri della pala del Pordenone del 2000 e dello scorso anno sono stati la conseguenza di problematiche sorte all'improvviso e legate per lo più alla contingenza di fattori a volte imprevedibili, Il degrado della Pentecoste affrescata nel '25 dal Cadorin sulla cupola della chiesa prosegue ormai da anni ed è determinato in gran parte dalla precaria situazione nella quale si trova la copertura della parrocchiale.
Trattandosi di lavori eseguiti (i restauri della pala) o da eseguire (il restauro degli affreschi e ancor prima la sistemazione del tetto della chiesa) anche con il contributo delle offerte dei parrocchiani e del Comune, si rende necessario esporre in una breve relazione le varie fasi che hanno condotto agli interventi fin qui effettuati in questi tre anni e alla programmazione di quelli da realizzare nell'immediato futuro.


PALA DEL PORDENONE


Nella primavera del 2000 vengono notati dei sollevamenti di colore localizzati sopra la testa del Battista. Viene quindi informata la Soprintendenza al Beni Artistici del Veneto ed interpellato il prof. Dinetto, della Nuova Alleanza Pscarl di Villorba, autore del restauro del 1984. Il sopralluogo del restauratore avviene il 5 giugno 2000, e porta alla formulazione di un progetto di intervento di fissatura per il quale, nonostante la lieve entità del danno, viene richiesta particolare urgenza.
L'autorizzazione della Soprintendenza (24 luglio 2000) dà il via al restauro che viene realizzato nel mese di settembre all'interno della sacrestia, dove l'opera viene temporaneamente collocata. Con l'occasione, viene effettuata la rimozione della sporcizia superficiale e il rinnovamento della vernice del dipinto.
Tale intervento di restauro e manutenzione ha comportato una spesa di Lire 1.980.000 (Euro 1.022,58).


Di ben altra consistenza è risultato il lavoro di riparazione dei danni provocati dalle gelate del dicembre 2001 e da ciò che ne è conseguito (vedi La Torre n°52). Immediatamente interpellati la Soprintendenza e il prof. Dinetto, constatata l'urgenza di un trasferimento in laboratorio, la pala parte per il suo momentaneo esilio il 4 gennaio 2001: verrà sostituita per più di quattro mesi da una stampa fotografica digitale dell'opera ad altezza naturale, ricavata da una foto scattata subito dopo il restauro del 1984.

In seguito a condizioni stagionali sfavorevoli dell'inverno 2001 - 2002 caratterizzate da clima molto secco e freddo, il legno delle tavole ha subito delle forti contrazioni con la conseguenza che il colore si è staccato un po' ovunque su tutta la superficie del dipinto. Sono state misurate le condizioni di umidità e di temperatura della chiesa, quindi il quadro è stato trasportato nel laboratorio di restauro e messo in un ambiente preparato con condizioni climatiche simili. In questo ambiente è stato poi riportato molto lentamente a condizioni climatiche normali. Verso maggio 2002 il legno si era stabilizzato ed aveva recuperato le condizioni iniziali. A questo punto è stato possibile riattaccare tutto il colore che si era staccato. Per fare questo sono state applicate delle colle simili a quelle originali fatte penetrare con una tecnica che impiega il sottovuoto per controllare la penetrazione del prodotto e l'efficacia del trattamento. Qualche piccola mancanza di colore che si era verificata in chiesa prima dell'intervento è stata colmata con uno stucco compatibile con i materiali originali, ed infine è stato fatto il ritocco con un nuovo colore. I materiali impiegati sono molto stabili nel tempo, e si possono rimuovere con facilità in futuro senza alcun danno per l'opera originale.
Il 5 agosto la pala è stata riportata in chiesa. Sono stati eseguiti da allora alcuni sopralluoghi da parte sia del restauratore sia da parte dei funzionari e tecnici della Soprintendenza ed è stato approntato un programma di monitoraggio che è tuttora in corso per studiare il comportamento dell'opera e le caratteristiche dell'ambiente e per studiare i mezzi più opportuni per la miglior condizione di conservazione dell'opera stessa. Il principale imputato sembra essere comunque l'impianto di riscaldamento. Quando viene messo in funzione, l'umidità relativa della chiesa diminuisce molto rapidamente creando condizioni di secco che danneggiano il quadro, ma che abbiamo constatato è dannoso anche per l'organo e per gli affreschi del Cadorin sulla volta (G. M. Dinetto)
A tal proposito, il 7 febbraio è stata installata in chiesa una centralina termoigrometrica per il monitoraggio ambientale.

L'ultimo intervento sulla pala del Pordenone è costato 5.040 Euro.

AFFRESCO DELLA PENTECOSTE SULLA CUPOLA


Il sopralluogo del prof. Dinetto sullo stato di conservazione degli affreschi del Cadorin avviene nell'autunno dell'anno 2000. Nella relazione che ne consegue, accompagnata dal progetto d'intervento, il restauratore imputa all'iniziale infiltrazione d'acqua e al successivo sfogo dell'umidità (efflorescenze saline) la causa dei danni rilevati alla decorazione (concrezioni biancastre, esfoliazione della pellicola pittorica, decoesione dell'intonaco, ecc…). Il Consiglio per gli Affari Economici decide allora di incaricare l'architetto Enrico De Poi di Vidor di effettuare un sopralluogo sulla copertura della chiesa e di formulare un'eventuale proposta di intervento con relativo preventivo di spesa. In realtà, l'indagine rivela una serie di problematiche più o meno gravi. Il progetto di restauro che ne consegue mira a risolvere questi problemi e a mettere in atto alcuni accorgimenti che migliorino la situazione microambientale nel volume interno tra cupola e copertura, che sta pregiudicando la conservazione degli affreschi della Pentecoste.
Risulta chiaro dunque, che prima di intervenire sulla materia pittorica con il restauro del prof. Dinetto, sia indispensabile lavorare alla sistemazione della copertura della chiesa. Il progetto in questione si articola in vari punti: deve essere ripassato il manto di copertura, con la sostituzione degli elementi ammalorati e il miglioramento della ventilazione del sottocoppo; revisione e pulitura della struttura principale e secondaria in legno; eliminazione dei fenomeni di condensa con l'apertura di quattro fori che garantiscano la circolazione d'aria tra cupola e copertura, con la sostituzione dei finestroni nella volta (ora fissi) con altri ad apertura controllata; completa sostituzione dei coppi della copertura delle piccole cappelle, dell'abside e delle sacrestie; pulizia e sistemazione dei raccordi dei pluviali, delle grondaie e dei cornicioni. Il preventivo dell'ottobre del 2001 stabilisce una spesa di circa 120 milioni di lire.
Le richieste di nulla osta all' Ufficio per l'Arte sacra della Diocesi e alla Soprintendenza vengono inviate nel settembre del 2002. Il beneplacito dei due organi competenti consente di ottenere dal Comune di Moriago l'autorizzazione edilizia in data 15 ottobre 2002. I lavori di sistemazione della copertura cominciano dunque ufficialmente il 21 ottobre 2002 e vengono affidati all'impresa Baron Nicola e seguiti dall'arch. De Poi.
Nel frattempo, con analoga procedura, viene ottenuto il benestare all'intervento sugli affreschi da parte di Curia e Soprintendenza: l'approvazione del progetto di restauro del prof. Dinetto da parte dell'istituto per la tutela del patrimonio storico e artistico del Veneto giunge il 30 gennaio di quest'anno.
Il preventivo per tale intervento, datato dicembre 2000, richiedeva uno sforzo economico di poco superiore ai 300 milioni di vecchie lire.
Sommando le prospettive di spesa dei due restauri, risulta chiaro come l'impegno al quale stiamo andando incontro non possa essere sostenuto esclusivamente dalle possibilità economiche della parrocchia. Richieste di contributo sono state inoltrate ai vari enti locali e ad istituti privati (es. Fondazione Cassamarca). Fondi sono stati fin qui reperiti attraverso l'offerta dei parrocchiani e per interessamento del sindaco Pergentino Breda. Nell' ottobre del 2001 e del 2002 è stata presentata domanda per ottenere il contributo comunale ai sensi della legge reg. 44/87 che destina quota dei proventi introitati per oneri di urbanizzazione agli interventi sugli edifici di culto.

Rinnoviamo ancora l'invito rivolto nel precedente bollettino affinché i cittadini contribuiscano secondo le loro possibilità alla realizzazione di questi fondamentali interventi, ricordando che la chiesa e ciò che in essa è contenuto non appartiene al parroco pro tempore, ma a tutti i moriaghesi.

arch. Andrea Tonello


opera dello scultore Enrico Tonello dedicata agli Alpini che presero parte, molti con destino tragico, alla Campagna di Russia, durante la seconda guerra mondiale

 


Pala del Pordenone










gli apostoli