Comune di Moriago della Battaglia

Provincia di Treviso


 

 

 

Regolamento per la

Tutela dall’Inquinamento Acustico

 


sommario

Art. 1.0 CAMPO DI APPLICAZIONE. 3

Art. 1.1. Competenze. 3

Art. 1.2 Esclusioni 3

Art. 2.0 LA CLASSIFICAZIONE ACUSTICA DEL TERRITORIO COMUNALE. 3

Art. 2.1 zone omogenee. 4

Art. 2.2 Limiti acustici 4

Art. 2.3 Limiti delle emissioni sonore per le singole sorgenti 5

Art. 2.4 Limiti delle immissioni sonore. 5

Art. 2.5 Valori di attenzione. 6

Art. 2.6 Prescrizioni per le sorgenti sonore. 6

Art. 2.7 Progetti di Adeguamento attività rumorose. 6

Art. 2.8 zone confinanti a diversa classificazione acustica. 7

ART. 3.0 PIANO DI RISANAMENTO ACUSTICO.. 7

ART. 4.0 COORDINAMENTO CON GLI STRUMENTI URBANISTICI 7

ART. 5.0 CONTROLLI SUI PIANI COMUNALI 8

Art. 5.1 piani urbanistici attuativi 8

Art. 5.2 Altri interventi 9

Art. 5.3 documentazione acustica da allegare e procedure amministrative. 10

ART. 6.0 EMISSIONI SONORE DA ATTIVITA’ TEMPORANEE. 10

Art. 6.1 Spettacoli vari all’interno di pubblico esercizio di somministrazione di alimenti e bevande. 10

Art. 6.2 Discoteche, sale da ballo e similari e tutte le strutture destinate allo spettacolo. 11

Art. 6.3 Sistemi di allarme. 12

Art. 6.4 Cantieri edili 12

Art. 6.5 Emergenze. 12

Art. 6.6 Attività di cava e/o discarica. 12

Art. 6.7 Impiego di macchine per giardinaggio. 12

Art. 6.8 Altoparlanti 12

Art. 6.9 Fuochi d’artificio. 13

Art. 6.9 Attività sportive e ricreative. 13

Art. 6.10 Attività sportive svolte in impianti fissi 13

Art. 6.11 Strutture mobili di intrattenimento e manifestazioni in genere. 13

Art. 6.12 Altre attività. 13

Art. 6.13 Aree agricole, forestali e a bosco. 14

Art. 6.14 Aree militari 14

ART. 7.0  INTERVENTI PER IL CONTROLLO DELL’INQUINAMENTO ACUSTICO.. 14

ART. 8.0 SANZIONI 14

Art. 8.1  Fondo comunale. 15

ART. 9.0 ORDINANZE CONTINGIBILI ED URGENTI 15

ALLEGATO A.. 16

 


Art. 1.0 CAMPO DI APPLICAZIONE

 

Art. 1.1. Competenze

Il presente regolamento disciplina le competenze comunali in materia di inquinamento acustico ai sensi della normativa statale e regionale ed in particolare:

a)      la classificazione acustica del territorio comunale;

b)      il relativo coordinamento degli strumenti urbanistici;

c)      l'adozione dei piani di risanamento acustico;

d)       i controlli sui piani comunali;

e)      il controllo del rispetto della normativa per la tutela dall'inquinamento acustico;

f)        la rilevazione ed il controllo delle emissioni sonore prodotte dai veicoli;

g)      l'autorizzazione per lo svolgimento di attività temporanee e di manifestazioni in luogo pubblico o aperto al pubblico e per spettacoli a carattere temporaneo ovvero mobile.

Art. 1.2 Esclusioni

Non vengono prese in considerazione dal presente regolamento le sorgenti sonore che producono effetti esclusivamente all’interno di locali adibiti ad attività industriali o artigianali, senza diffusione di rumore nell’ambiente esterno, per cui si rimanda a norme specifiche.

Vengono, inoltre, escluse:

·         le fonti di rumore arrecanti disturbo alle occupazioni ed al riposo delle persone, quali schiamazzi e strepiti di animali, cui provvede il Codice Penale;

·         le fonti di rumore attinenti ad attività domestiche legate alla conduzione ordinaria dell’attività civile all’interno di edifici condominiali e tra abitazioni contermini, cui provvede il Codice Civile

Sono fatte salve le azioni espletate dal Comune e gli interventi già effettuati dalle imprese ai sensi delle norme citate al precedente articolo prima della data di entrata in vigore del presente regolamento.

 

Art. 2.0 LA CLASSIFICAZIONE ACUSTICA DEL TERRITORIO COMUNALE

 

Ai sensi dell’art 6 della Legge n. 447 del 26/10/1995, “Legge quadro sull’inquinamento

acustico”, il Comune di Moriago della Battaglia ha provveduto alla suddivisione dei territori secondo la classificazione stabilita dal D.P.C.M. 14.11.1997 “Determinazione dei valori limite delle sorgenti sonore”.

Per tale suddivisione si è fatto riferimento alla deliberazione della Regione Veneto 21 settembre 1993, n. 4313 che definisce i criteri orientativi per l’individuazione di aree territoriali omogenee ai fini della zonizzazione acustica.

La classificazione acustica è riportata per l’intero territorio comunale su carta tecnica regionale allegata al presente regolamento in scala 1:5.000 (tavola 01).

In caso di dubbi interpretativi od eventuali errori presenti in cartografia si deve comunque fare riferimento al contenuto delle presenti norme, alla normativa generale che disciplina il settore già richiamata, al Piano Regolatore Generale.

 

Art. 2.1 zone omogenee

La classificazione acustica, operata nel rispetto della normativa vigente, è basata sulle suddivisione del territorio comunale in zone omogenee corrispondenti a cinque classi:

CLASSE I: Aree particolarmente protette

Rientrano in questa classe le aree nelle quali la quiete rappresenta un elemento di base per la loro utilizzazione e valorizzazione: complessi ospedalieri, complessi scolastici e parchi pubblici di scala urbana, aree residenziali rurali, cioè centri rurali e nuclei di antica origine che costituiscono presidio storico di antica formazione, aree di particolare interesse urbanistico quali ambiti di interesse storico, paesaggistico e ambientale.

CLASSE II: Aree Prevalentemente residenziali

Si tratta di aree urbane interessate prevalentemente da traffico veicolare locale, con bassa densità di popolazione e limitata presenza di attività commerciali ed assenza di attività industriali ed artigianali.

CLASSE III: Aree di tipo misto

Aree urbane interessate da traffico veicolare locale o di attraversamento, con media densità di popolazione, con presenza di attività commerciali e di uffici, con limitata presenza di attività artigianali e con assenza di attività industriali, aree rurali con impiego di macchine operatrici.

CLASSE IV: Aree di intensa attività umana

Aree urbane interessate da intenso traffico veicolare, con alta densità di popolazione, elevata presenza di attività commerciali ed uffici, presenza di attività artigianali, aree in prossimità di strade di grande comunicazione, di linee ferroviarie, di aeroporti e porti, aree con limitata presenza di piccole industrie.

CLASSE V: Aree prevalentemente industriali

Aree interessate da insediamenti industriali e con scarsità di abitazioni.

 

Art. 2.2 Limiti acustici

In applicazione del D.P.C.M. 14/11/97, per ciascuna classe acustica in cui è suddiviso il territorio, sono definiti i valori limite di emissione, i valori limite di immissione, i valori di attenzione ed i valori di qualità, distinti per i periodi diurno (ore 6,00-22,00) e notturno (ore 22,00-6,00).

Le definizione di tali valori sono stabilite dall’art. 2 della Legge 447/95:

-          valori limite di emissione: il valore massimo di rumore che può essere emesso da una sorgente sonora, misurato in prossimità della sorgente stessa;

-          valori limite di immissione: il valore massimo di rumore che può essere immesso da una o più sorgenti sonore nell'ambiente abitativo o nell'ambiente esterno, misurato in prossimità dei ricettori. I valori limite di immissione sono distinti in:

a) valori limite assoluti, determinati con riferimento al livello equivalente di rumore ambientale;

b) valori limite differenziali, determinati con riferimento alla differenza tra il livello equivalente

di rumore ambientale ed il rumore residuo;

-          valori di attenzione: il valore di rumore che segnala la presenza di un potenziale rischio per la salute umana o per l'ambiente;

-          valori di qualità: i valori di rumore da conseguire nel breve, nel medio e nel lungo periodo con le tecnologie e le metodiche di risanamento disponibili, per realizzare gli obiettivi di tutela previsti dalla presente legge.

 

Art. 2.3 Limiti delle emissioni sonore per le singole sorgenti

I livelli di emissioni sonore ammissibili per le singole sorgenti in funzione delle zone di appartenenza come definite dalla “Classificazione Acustica Comunale“ sono i seguenti:

CLASSI DI DESTINAZIONE D'USO TERRITORIO

TEMPI DI RIFERIMENTO

 

 

 

DIURNO

NOTTURNO

I        Aree particolarmente protette

45

35

II        Aree prevalentemente residenziali

50

40

III       Aree di tipo misto

55

45

IV      Aree di intensa attività umana

60

50

V       Aree prevalentemente industriali

65

55

VI      Aree esclusivamente industriali

65

65

 

Art. 2.4 Limiti delle immissioni sonore

I livelli di immissioni sonore ammissibili per le varie zone del territorio comunale come definite dalla “Classificazione Acustica Comunale“  sono i seguenti:

 

CLASSI DI DESTINAZIONE D'USO TERRITORIO

TEMPI DI RIFERIMENTO

DIURNO

NOTTURNO

I        Aree particolarmente protette

50

40

II        Aree prevalentemente residenziali

55

45

III       Aree di tipo misto

60

50

IV      Aree di intensa attività umana

65

55

V       Aree prevalentemente industriali

70

60

VI      Aree esclusivamente industriali

70

70

Sono fissati per la determinazione dei livelli sonori i seguenti tempi di riferimento:

PERIODO DIURNO               dalle ore 06.00 alle ore 22.00

PERIODO NOTTURNO        dalle ore 22.00 alle ore 06.00

 

Art. 2.5 Valori di attenzione

Trattasi dei valori limite di immissione di cui all’articolo 2.4 maggiorati di 10 dB(A) (periodo diurno) e 5 dB(A) (periodo notturno) per rumorosità della durata di un’ora oppure i valori, sempre di immissione di cui all’articolo 2.4, per tempi superiori.

 

Art. 2.6 Prescrizioni per le sorgenti sonore

All'interno delle zone del territorio comunale così come individuate e classificate sulla cartografia allegata qualsiasi sorgente sonora deve rispettare le limitazioni di cui agli articoli 2.3 e 2.4; fanno eccezione le infrastrutture stradali per le quali dovrà essere emanato apposito decreto come previsto dalla Legge n. 447/95.

Gli impianti a ciclo continuo devono rispettare i limiti previsti dal D.M. 11/12/96 "Applicazione del criterio differenziale per gli impianti a ciclo produttivo continuo".

Le tecniche di rilevamento, la strumentazione e le modalità di misura del rumore sono quelle indicate nel Decreto del Ministero dell'Ambiente del 16/3/98 “Tecniche di rilevamento e di misurazione dell’inquinamento acustico”. I requisiti acustici delle sorgenti sonore interne agli edifici ed i requisiti acustici passivi degli edifici e dei loro componenti in opera sono contenuti nel D.P.C.M. 5/12/97 “Determinazione dei requisiti acustici passivi degli edifici”.

Per le scuole, i limiti massimi di zona si intendono comunque rispettati qualora, nel periodo di riferimento, vi sia assenza dei soggetti fruitori.

Le norme tecniche saranno oggetto di verifica al mutare sostanziale del quadro normativo di riferimento.

 

Art. 2.7 Progetti di Adeguamento attività rumorose

            I titolari di eventuali attività esistenti che non rispettino le limitazioni di cui agli articoli 2.3 e 2.4 dovranno presentare al Comune un progetto di adeguamento al Piano di Zonizzazione Acustica entro 3 mesi dalla data di approvazione del presente regolamento. In base alla natura degli interventi di adeguamento proposti il Comune definirà i tempi massimi per la loro realizzazione.

 

Art. 2.8 zone confinanti a diversa classificazione acustica

            Per le zone confinanti a diversa classificazione acustica vengono adottati gli indirizzi stabiliti dalla deliberazione regionale ed in particolare:

  1. confine tra aree inserite in classe V e VI e aree inserite in classe III. Va considerata una fascia di transizione massima di 50 m;
  2. confine tra aree inserite in classe V e VI e aree inserite in classe II. Va considerata una fascia di transizione massima di 100 m.;
  3. confine tra aree inserite in classe V e VI e aree destinate a parco urbano e territoriale. Va considerata una fascia di transizione massima di 100 m;
  4. confine tra aree inserite in classe III e VI e aree destinate a parco urbano e territoriale. Va considerata una fascia di transizione massima di 50 m;
  5. confine tra fasce di rispetto viabilistico inserite in classe IV e aree inserite in classe I. Va considerata una fascia di transizione massima di 50 m;

Le fasce di transizione sono graficamente distinte e consentono il graduale passaggio del disturbo acustico da quello della zona di classe superiore a quello di classe superiore; esse sono state inserite in modo da tutelare maggiormente le zone con più alto grado di protezione.

 

ART. 3.0 PIANO DI RISANAMENTO ACUSTICO

 

            In relazione alla classificazione della zonizzazione acustica del territorio comunale, nel caso di superamento dei valori di attenzione di cui agli articoli 2.2 e 2.5, il Comune dovrà predisporre un Piano di Risanamento Acustico finalizzato all’individuazione delle strategie di intervento necessarie a riportare il clima acustico entro i limiti previsti.

 

ART. 4.0 COORDINAMENTO CON GLI STRUMENTI URBANISTICI

 

La zonizzazione acustica viene aggiornata e coordinata con gli strumenti urbanistici. L’aggiornamento della zonizzazione acustica persegue l’obiettivo generale di miglioramento del clima acustico complessivo del territorio.

Ordinariamente la classificazione acustica del territorio comunale viene complessivamente revisionata e aggiornata ogni cinque anni mediante specifica deliberazione del Consiglio Comunale.

L’aggiornamento o la modificazione della classificazione acustica del territorio comunale interviene anche contestualmente:

1. all’atto di adozione di Varianti specifiche o generali al PRG;

2. all’atto dei provvedimenti di approvazione dei PP attuativi del PRG limitatamente alle

porzioni di territorio disciplinate dagli stessi.

 

ART. 5.0 CONTROLLI SUI PIANI COMUNALI

 

La disciplina delle trasformazioni urbanistiche ed edilizie del Comune di Moriago d. B., nonché gli usi consentiti del patrimonio edilizio esistente, concorre a garantire il rispetto dei limiti massimi di esposizione al rumore nell’ambiente esterno definiti con la zonizzazione acustica del

territorio comunale.

 

Art. 5.1 piani urbanistici attuativi

Ai fini dell'applicazione delle presenti norme vengono considerati Piani Attuativi: i Piani Particolareggiati, i Piani per l’edilizia economica e popolare, i Piani per gli insediamenti produttivi, i Piani di Recupero, i Programmi di Riqualificazione ed ogni altro Piano o Progetto assoggettato a convenzione.

Sotto il profilo acustico i Piani Attuativi devono garantire:

- entro il perimetro dell'area oggetto di intervento, il rispetto dei valori limite di cui agli articoli 2.3 e 2.4 relativi alla zonizzazione acustica conseguente alle destinazioni d'uso previste;

- nelle zone limitrofe, qualora queste siano interessate da rumori prodotti all'interno del perimetro di Piano, il rispetto dei valori limite di cui all’articolo 2.6, ovvero l'esecuzione di provvedimenti, interventi ed opere, in grado di garantire un clima acustico conforme a detti limiti.

I Piani Attuativi devono puntare a determinare una classificazione acustica compatibile con la

zonizzazione delle aree limitrofe: in generale fra zone di classe acustica differenti non devono

risultare variazioni per più di 5 dB(A).

Ai Piani Attuativi dovrà essere allegata la “Documentazione Previsionale del Clima Acustico”, come meglio descritta all’allegato A del presente regolamento, che dovrà attestare la conformità alle prescrizioni contenute nel presente regolamento considerando gli effetti indotti sul clima acustico esistente all'atto del suo rilevamento, dello stato di fatto e degli interventi previsti dalla pianificazione comunale e sovraordinata.

La realizzazione degli eventuali interventi di protezione attiva e/o passiva per il contenimento della rumorosità ambientale entro i limiti suddetti, è a carico dell’attuatore dei Piani Attuativi I Piani Attuativi dovranno contenere tutti gli elementi utili per determinare la classe di zonizzazione acustica, una o più, in funzione delle destinazioni d'uso specifiche (aree verdi, scolastiche, residenziali, commerciali,….).

L'approvazione dei Piani Attuativi può prevedere il contestuale aggiornamento della classificazione acustica.

Nella definizione dell'assetto distributivo e planivolumetrico dei suddetti Piani dovrà inoltre essere tenuta in particolare considerazione la rumorosità derivante da strade, già esistenti o di nuova costruzione, limitrofe o appartenenti al comparto in progetto.

In particolare nella definizione della localizzazione delle aree fruibili e degli edifici dovranno essere osservate distanze dalle strade e dalle fonti mobili e fisse di rumorosità ambientale in grado di garantire lo standard di comfort acustico prescritto dalla classificazione acustica relativa al comparto, in subordine, ai fini del rispetto dei limiti di zona, potrà essere proposta la previsione di idonee strutture fonoisolanti e/o fonoassorbenti a protezione delle aree fruibili edegli edifici.

L’assenza della Documentazione Previsionale del Clima Acustico è causa di improcedibilità della domanda.

 

Art. 5.2 Altri interventi

E' fatto obbligo di allegare alla domanda di rilascio della concessione, autorizzazione, ecc. Documentazione Previsionale del Clima Acustico per gli interventi relativi alle seguenti

attività:

a) opere soggette a V.I.A (Valutazione di Impatto Ambientale).;

b) aeroporti, aviosuperfici, eliporti privati;

c) discoteche, circoli privati, pubblici esercizi;

d) impianti sportivi e ricreativi privati;

e) attività industriali ed artigianali di tipo produttivo o manifatturiero;

f) attività di trasformazione di prodotti agricoli e/o di origine animale;

g) attività di servizio quali strutture sanitarie pubbliche e private, strutture alberghiere, strutture di produzione e/o manipolazione di alimenti e bevande, laboratori di analisi;

h) artigianato di servizio relativamente alle attività di autofficine, autocarrozzerie, autorimesse di uso pubblico, autolavaggi, lavanderie, attività di rottamazione;

i) ipermercati, supermercati e centri commerciali e direzionali;

j) parcheggi, aree e magazzini di transito, attività di spedizioniere;

k) cave;

l) impianti tecnologici quali impianti di cogenerazione, centrali idroelettriche, impianti di sollevamento, impianti di decompressione, ecc.;

m) ferrovie ed altri sistemi di trasporto collettivo su rotaia;

n) strade di tipo A (autostrade), B (extraurbane principali), C (extraurbane secondarie), D

(urbane di scorrimento) secondo la classificazione, di cui al DLgv 30/4/92, n. 285, e successive modificazioni;

L'assenza della Documentazione Previsionale del Clima Acustico è causa di diniego per carenza di documentazione essenziale.

Solo nel caso in cui il tecnico competente ai sensi dell'art. 2 della Legge 447/95, verifichi che l’intervento oggetto di Documentazione Previsionale del Clima Acustico non comporta la presenza di sorgenti sonore significative si ritiene sufficiente una dichiarazione dello stesso tecnico, in sostituzione della Documentazione Previsionale del Clima Acustico. Qualora in fase di verifica i limiti fissati in base alla classificazione acustica dell’area di intervento e delle zone limitrofe non risultassero rispettati, l’Amministrazione Comunale provvederà ad emanare i necessari provvedimenti.

E' fatto obbligo, inoltre, di produrre una Documentazione Previsionale del Clima Acustico delle aree interessate alla realizzazione delle seguenti tipologie di insediamento:

– scuole e asili nido;

– case di cura e di riposo;

– parchi pubblici urbani ed extraurbani;

– nuovi insediamenti residenziali e ampliamenti fuori sagoma sull’intero edificio superiori al 30% del volume originario, ubicati in prossimità delle opere esistenti elencate ai precedenti

punti a), b), c), d), e), f), g), h), i), j), k), l), m), n).

La Documentazione Previsionale del Clima Acustico deve essere presentata dal richiedente anche nel caso di riuso di edifici esistenti per i quali viene presentata domanda di cambiamento della destinazione d'uso a favore degli usi scolastici, ospedalieri e per case di cura e riposo.

Nel caso di mutamento della destinazione d’uso di una unità immobiliare, anche in assenza di trasformazione edilizia, dovrà essere garantito il rispetto dei limiti di zona e del criterio differenziale. Qualora la nuova attività comporti una situazione peggiorativa sotto il profilo delle emissioni di rumore rispetto alla situazione preesistente dovrà essere presentata la

Documentazione Previsionale di Impatto Acustico.

 

Art. 5.3 documentazione acustica da allegare e procedure amministrative

Tutte le documentazioni acustiche contenute nelle presenti norme dovranno essere elaborate da

tecnici competenti ai sensi dell'art. 2 della Legge 447/95.

I contenuti della Documentazione Previsionale di Impatto Acustico sono descritti nell’allegato A del presente regolamento.

 

ART. 6.0 EMISSIONI SONORE DA ATTIVITA’ TEMPORANEE

 

Il Comune può autorizzare deroghe temporanee ai limiti di emissione per attività a carattere temporaneo ovvero qualora lo richiedano particolari esigenze locali o ragioni di pubblica utilità.

Il provvedimento autorizzatorio del Comune, predisposto su richiesta scritta e motivata del soggetto interessato, deve comunque prescrivere le misure necessarie a ridurre al minimo le molestie a terzi e i limiti temporali di validità della deroga.

 

Art. 6.1 Spettacoli vari all’interno di pubblico esercizio di somministrazione di alimenti e bevande

I  gestori di pubblici esercizi  di somministrazione di alimenti e bevande che  intendono attivare attività complementari  musicali, di intrattenimento  e/o similari devono richiedere specifica autorizzazione amministrativa allegando alla stessa una relazione tecnico-esecutiva delle apparecchiature di amplificazione utilizzate e di altre sorgenti di inquinamento acustico.

 

Art. 6.2 Discoteche, sale da ballo e similari e tutte le strutture destinate allo spettacolo

            In tutte le strutture fisse, aperte o chiuse, destinate al tempo libero e spettacolo, quali ad es. discoteche, sale da ballo, piano-bar, circoli privati e similari, ai fini della tutela della salute dei frequentatori, dovrà essere rispettato il limite di 100 dB(A) SPL slow o 100 dB(A) Leq con t = 1 sec. da misurarsi in centro pista per le sale da ballo e similari, o in centro platea per i locali adibiti a pubblico spettacolo (teatri, concerti, ecc.).

 

 



CAT

DESCRIZIONE DELLA MANIFESTAZIONE

 

AFFLUSSO PREVISTO

(o capienza)

DURATA

N. MAX. DI GG. PER SITO

LIMITE ORARIO

LIMITE DIFFEREN-ZIALE

1

Concerti importanti all’aperto (ad es. nelle piazze del centro storico, negli stadi) l’importanza è data dall’afflusso previsto

 

> 1000

1 giorno

5

(non consecutivi)

dalle 15

alle 24

 

non si

applica

2

Concerti importanti al chiuso (nelle strutture non dedicate agli spettacoli, ad es. palazzetto dello sport)

l’importanza è data dall’afflusso previsto

 

> 1000

1 giorno

 

 

 

 

 

10 (non consecutivi)

dalle 15

alle 24

non si applica

3

Concerti all’aperto o al chiuso (ad es. nei chiostri estivi)

<1000

1 giorno

14

dalle 15

alle 23.30

estensione del differenziale diurno di 5 dBA fino alle 23.30

5

Concerti all’aperto quali ad es. piano-bar e Intrattenimenti musicali esercitati a supporto di attività principale ad es. bar, gelaterie, ristoranti, ecc.

 

 

<=14

<14

23.30

estensione del differenziale diurno di 5 dBA fino alle 23.30

6

Concerti all’aperto quali ad es. piano-bar e Intrattenimenti musicali esercitati a supporto di attività principale ad es. bar, gelaterie, ristoranti, ecc.

 

 

>14

>14

/

non derogabile

7

Manifestazioni di partito, sindacali, di beneficenza o altro, rilevanti e di lunga durata con balere, diversi punti di spettacolo quali cabaret, piano bar, concerti, cinema, spazi dibattiti, luna park, ecc.

>1000

>10

illimitato

9 - 13

15 – 24

non si applica

 

Art. 6.3 Sistemi di allarme

Per le emissioni sonore provenienti da sistemi di allarme, non si applicano i limiti del presente regolamento, ma la durata di tale emissione non può superare il periodo di 15 minuti.

 

Art. 6.4 Cantieri edili

Nei cantieri edili, posti all’interno dei centri urbani ed in prossimità di nuclei residenziali, i lavori con macchinari rumorosi sono consentiti:

dal 21 giugno al 20 settembre dalle ore 08.00 - alle 12.00 e dalle 15.00 alle 21.00

dal 21 settembre al 20 giugno dalle ore 08.00 - 12.00 e dalle 13.30 - 19.30.

 

 Art. 6.5 Emergenze

Ai cantieri edili o stradali da attivarsi per il ripristino urgente dell’erogazione dei servizi pubblici (linee telefoniche ed elettriche, condotte fognarie, acqua, gas) ovvero in situazioni di pericolo per l’incolumità della popolazione, è concessa deroga agli orari ed agli adempimenti amministrativi previsti dal presente regolamento.

 

Art. 6.6 Attività di cava e/o discarica

Il Comune può autorizzare deroghe temporanee ai limiti di emissione fissati dal Piano di Classificazione Acustica Comunale per l’esercizio di attività connesse con la prospezione, l'estrazione, il trattamento, l'ammasso di risorse minerali; lo sfruttamento di cave e/o l’attività di discarica. Le deroghe riguardano le aree all’interno del perimetro di cava e/o discarica così come definite negli atti autorizzatori alla loro realizzazione ed esercizio. Conclusasi l’attività estrattiva o di smaltimento, con atto deliberativo di svincolo delle fideiussioni e certificato di regolare esecuzione dei lavori, decade la zonizzazione temporanea  e torna vigente la classe acustica definita dal Piano di Zonizzazione.

 
Art. 6.7 Impiego di macchine per giardinaggio

L’impiego di macchine da giardinaggio con motore è consentito dalle ore 8.00 alle ore 20.00, con interruzione pomeridiana dalle ore 13.00 alle ore 16.00.  

 

Art. 6.8 Altoparlanti

            L’uso di altoparlanti su veicoli, ai sensi dell’art. 59 del Regolamento del Codice della Strada, è consentito nei giorni feriali dalle ore 8 alle ore 13 e dalle ore 15 alle ore 19.

 

Art. 6.9 Fuochi d’artificio

L'accensione di fuochi d'artificio ed il lancio di razzi non utilizzati per fini agricoli sono vietati su tutto il territorio comunale, salvo che per motivate situazioni locali previa autorizzazione comunale.

 

Art. 6.9 Attività sportive e ricreative

Le attività sportive o ricreative rumorose, fra le quali motocross, go-kart e tiro a volo, sono ammesse esclusivamente in fasce orarie autorizzate dal Comune, tenuto conto della tipologia e delle caratteristiche degli insediamenti civili interessati dallo svolgimento di tali attività.

 

 Art. 6.10 Attività sportive svolte in impianti fissi

Alle attività sportive  svolte in impianti fissi non si applica il disposto dell'articolo 4 del D.M. 14 novembre 1997, recante "valori limite differenziali di immissione".

Al confine del sedime degli impianti, inteso come zona costituita da una o più porzioni di territorio, all'interno della quale si trovano  le infrastrutture pertinenti l'attività svolta, i luoghi accessibili al pubblico ed eventuali aree di servizio, devono essere rispettati:

• 70 dB (A) Leq orario, in qualsiasi ora nel periodo diurno dalle ore 06.00 alle 23.00;

• 60 dB (A) Leq orario, in qualsiasi ora nel periodo notturno dalle ore 23.00 alle 6.00.

Le manifestazioni sportive  possono essere svolte nelle fasce orarie comprese tra le 9.00 e le 13.00 e tra le 15.00 e le 23.00: Il Comune  può, per particolari esigenze, disporre deroghe alle predette fasce orarie.

Le manifestazioni sportive  sono autorizzate in deroga ai limiti di emissione sopra riportati per un limite massimo di 30 giorni nell'anno solare, per ciascun impianto  comprensivi di prove e gare.

Le deroghe, di cui al precedente comma  devono essere richieste dai gestori degli impianti al Comune. Le situazioni nelle quali è previsto il superamento dei valori limite sono indicate nella richiesta di deroga.

 

Art. 6.11 Strutture mobili di intrattenimento e manifestazioni in genere

Le emissioni sonore provenienti da circhi, teatri tenda ed altre strutture mobili di intrattenimento o prodotte da festival o manifestazioni analoghe sono ammesse solo se preventivamente autorizzate dal Comune e comunque non possono protrarsi oltre le ore 24.00.

 

Art. 6.12 Altre attività

            Per tutte le attività non descritte  nei punti precedenti o non rientranti nei limiti in essi indicati, il responsabile dovrà indirizzare al Sindaco specifica domanda di deroga 30 gg. prima dell’inizio della manifestazione. Il Sindaco, sentito il parere dei Servizi preposti al controllo, può autorizzare deroghe a quanto stabilito nel presente Regolamento.

 

Art. 6.13 Aree agricole, forestali e a bosco

Si concede la deroga ai limiti acustici di emissione del presente regolamento nelle aree agricole, a bosco, ed improduttive, qualora l'inquinamento acustico sia prodotto da attività agricole e forestali non industriali con carattere di temporaneità.

 

Art. 6.14 Aree militari

            Fatto salvo che queste aree sono soggette ai limiti di zona previsti dalla zonizzazione acustica,

la Legge n. 447/95 (art. 11 comma 3) prevede altresì che “la prevenzione e il contenimento acustico nelle aree esclusivamente interessate da installazioni militari e nelle attività delle Forze armate sono definiti mediante specifici accordi dai comitati misti paritetici di cui all’art. 3 della Legge 34 dicembre 1976, n. 898, e successive modificazioni".

Dopo la dismissione tali aree vengono classificate in base alla destinazione d'uso prevista dal

PRG vigente.

 

ART. 7.0  INTERVENTI PER IL CONTROLLO DELL’INQUINAMENTO ACUSTICO

 

Il Comune esercita le funzioni amministrative relative al controllo sull’osservanza:

a)  delle prescrizioni attinenti il contenimento dell'inquinamento acustico prodotto dal traffico veicolare e dalle sorgenti fisse;

b)  della disciplina relativamente al rumore prodotto dall’uso di macchine rumorose e da attività svolte all’aperto;

c)  della disciplina e delle prescrizioni tecniche relative all'attuazione delle disposizioni di  legge;

d)  della corrispondenza alla normativa vigente dei contenuti della documentazione fornita da ditte e privati.

Per le funzioni tecniche di controllo di propria competenza il Comune si avvale del Dipartimento Provinciale dell'ARPAV - Area Tecnico – Scientifica.

 

ART. 8.0 SANZIONI

 

Sono stabilite le seguenti sanzioni amministrative:

a)  fatto salvo quanto previsto dall’art. 650 del codice penale, chi non ottempera al provvedimento legittimamente adottato dall’autorità è punito col pagamento di una somma da €1.032,91 a € 10.329,14;

b)  chi, nell’esercizio o nell'impiego di una sorgente fissa o mobile di emissioni sonore, supera i valori limite di emissione e di immissione è punito col pagamento di una somma da € 516,46 a lire 5.164,57;

c)  chiunque violi le disposizioni riguardanti l’esercizio delle attività svolte all'aperto o temporanee del presente regolamento è punito col pagamento di una somma da € 103,29 ad  € 516,46;

d)  chiunque violi le prescrizioni relative alle autorizzazioni in deroga per quanto riguarda il rispetto degli orari nell’esercizio di attività temporanee svolte all’aperto è punito con il pagamento di una somma da € 103,29 ad  € 516,46;

e)  chiunque, nell'esercizio o nell'impiego di una sorgente fissa o mobile, supera i limiti fissati dal Comune a tutela delle zone che presentano un rilevante interesse ambientale, è punito con il pagamento di una somma da € 516,46 ad € 1.032,91.

 

 Art. 8.1  Fondo comunale

Le somme derivanti dall'applicazione delle sanzioni amministrative sono destinate a costituire un fondo finalizzato alla realizzazione dei piani di classificazione acustica, dei piani comunali di risanamento acustico e degli interventi di bonifica acustica previsti in detti piani.

 

ART. 9.0 ORDINANZE CONTINGIBILI ED URGENTI

 

Qualora sia richiesto da eccezionali ed urgenti necessità di tutela della salute pubblica o dell'ambiente il Sindaco, con provvedimento motivato, può ordinare il ricorso temporaneo a speciali forme di contenimento o di abbattimento delle emissioni sonore, inclusa l'inibitoria parziale o totale di determinate attività. Tale facoltà sindacale è esclusa nel caso di servizi pubblici essenziali.


 

ALLEGATO A

La Documentazione Previsionale del Clima Acustico

La documentazione previsionale del clima acustico comprende:

1. rilevazione dello stato di fatto ovvero la rilevazione dei livelli di rumore esistenti prima della realizzazione del nuovo insediamento con localizzazione e descrizione delle principali sorgenti di rumore e valutazione dei relativi contributi alla rumorosità ambientale nei rispettivi periodi di riferimento; l’indicazione dei livelli di rumore esistenti dovrà essere supportata da rilievi fonometrici specificando i parametri di misura (posizione, periodo, durata, ecc.), eventualmente integrati con valori ricavati da modelli di simulazione;

2. valutazione della compatibilità acustica dell’insediamento previsto con i livelli di rumore esistenti: indicazione dei livelli di rumore dopo la realizzazione dell’intervento in corrispondenza di tutti i bersagli sensibili da questo previsti; i parametri di calcolo o di misura dovranno essere omogenei a quelli del punto precedente per permettere un corretto confronto; tali valori, desunti anche attraverso modelli di simulazione, andranno confrontati con i limiti di zona;

3. descrizione degli interventi di mitigazione eventualmente previsti per l’adeguamento ai limiti fissati dalla classificazione acustica, supportata da ogni informazione utile a specificare le caratteristiche e ad individuarne le proprietà per la riduzione dei livelli sonori, nonché l’entità prevedibile delle riduzioni stesse; descrizione di eventuali azioni progettuali tendenti al rispetto dei requisiti acustici passivi ai sensi D.P.C.M. 5/12/97.

 

Nel caso di Piani Attuativi la documentazione previsionale del clima acustico dovrà essere

integrata da:

-          quantificazione dell'eventuale incremento percentuale del traffico veicolare e del relativo contributo alla rumorosità ambientale indotto dall'attuazione del progetto di intervento relativo al comparto;

-          eventuale localizzazione e descrizione di impianti, di apparecchiature e/o di attività rumorose e quantificazione dei relativi contributi alla rumorosità ambientale tenendo conto degli usi specifici del progetto di intervento relativo al comparto;

-          valutazione dell’eventuale impatto acustico di opere, infrastrutture e trasformazioni urbanistiche previste dagli strumenti di pianificazione territoriale;

-          eventuale proposta di classificazione acustica del comparto oggetto dell'intervento secondo le destinazioni d'uso previste; la proposta di nuova zonizzazione deve essere effettuata sulla base degli stessi parametri impiegati nella redazione della zonizzazione acustica del territorio comunale; al fine di evitare una microsuddivisione di zone acustiche si individua una soglia minima indicativa di superficie territoriale pari a 10.000 mq, al di sotto della quale non è possibile riclassificare il comparto oggetto dell’intervento;

-          verifica, mediante modelli previsionali opportunamente tarati e con l’indicazione del livello di precisione, del rispetto dei limiti di zona previsti all’interno ed all’esterno del comparto;

-          descrizione degli elementi progettuali relativi sia all’organizzazione dell’intervento che alle eventuali opere di protezione passiva finalizzati alla riduzione dell’esposizione al rumore. La loro completa realizzazione è condizione necessaria e vincolante per il conseguimento del certificato di abitabilità da parte degli edifici alla cui protezione acustica essi risultino destinati.

 

I monitoraggi devono essere eseguiti tenendo conto delle seguenti indicazioni:

-          · conformità alle norme di riferimento;

-          · caratterizzazione delle singole sorgenti e del loro contributo in relazione ai tempi di riferimento diurno e notturno;

-          · localizzazione dei ricettori (altezza e dislocazione degli edifici).

Per quanto riguarda il monitoraggio finalizzato ad accertare l’impatto acustico delle infrastrutture stradali sul comparto d’intervento, questo può essere realizzato con tecniche di campionamento rappresentative delle variazioni di rumorosità che si determinano nel tempo di riferimento.

 

Contenuti degli elaborati cartografici allegati alla documentazione previsionale del clima acustico:

a) Copia degli elaborati grafici allegati alla pratica edilizia;

b) Stralcio della zonizzazione acustica relativa alla zona di intervento e alle zone limitrofe

potenzialmente interessate dalle emissione sonore dell’insediamento;

c) Indicazione e individuazione grafica, di tutte le sorgenti di rumore rilevanti, comprese

quelle non pertinenti all'insediamento e la rete stradale; nei casi più complessi, per

chiarezza, le sorgenti potranno essere riportate su una ulteriore mappa in scala più estesa;

d) Caratterizzazione delle diverse sorgenti e quantificazione del contributo acustico di

ciascuna di esse;

e) Mappe e sezioni acustiche negli scenari ante e post attuazione degli interventi in progetto

e/o quantificazione puntuale dei livelli acustici sui principali ricettori presenti.