RECUPERI ICI RELATIVI ALLE AREE EDIFICABILI,  PRECISAZIONI IN TEMA DI ATTO CON ADESIONE.

 

Per quanto riguarda la definizione dei recuperi ICI, particolare complessità riservano quelli relativi alle aree edificabili. Per evitare l’insorgenza di contenzioso e per instaurare un rapporto di conciliazione nei confronti dei contribuenti, si ritiene opportuno ricorrere all’istituto di accertamento con adesione.

 

Nell’esercizio della potestà regolamentare, infatti,  i Comuni possono prevedere, come stabilito dall’articolo 50 della Legge n. 449 del 27.12.1997, specifiche disposizioni volte a  semplificare e razionalizzare il procedimento di accertamento, anche al fine di ridurre gli adempimenti dei contribuenti e potenziare l’attività di controllo sostanziale, introducendo l’istituto dell’accertamento con adesione del contribuente, sulla base dei criteri stabiliti dal D.Lgs. 19 giugno 1997, n. 218, nonché la possibilità di riduzione delle sanzioni in conformità con i principi desumibili dall’articolo 3, comma 133, lettera l), della L. 23 dicembre 1996, n. 662.   

 

Chiarimenti in tema di definizione del valore delle aree edificabili ai fini dei recuperi ICI: come previsto dal comma 5, articolo 5 del D.Lgs. 504/92, la base imponibile delle aree fabbricabili è costituita dal valore venale in comune commercio al 1°gennaio di ogni anno di tassazione, tenendo altresì conto dei seguenti elementi valutativi:

 

v     zona territoriale di ubicazione;

v     indice di edificabilità;

v     destinazione d’uso consentita;

v     oneri per eventuali lavori di adattamento del terreno necessari per la costruzione;

v     prezzi medi rilevati sul mercato dalla vendita di aree aventi le analoghe caratteristiche.

 

E’ evidente che il valore imponibile delle aree fabbricabili può mutare ogni anno di imposizione, visto che la sua quantificazione dipende in particolare dall’evoluzione e sviluppo dei piani urbanistici attuativi e dall’andamento del mercato immobiliare. Il Comune, dando così attuazione alla previsione di cui alla lettera g) del comma 1 dell’articolo 59 del D.Lgs. 446/97, può “determinare periodicamente e per zone omogenee i valori venali in comune commercio delle aree fabbricabili”, al fine di ridurre l’insorgenza del contenzioso tributario (v.di circolare ministeriale n. 296/E del 31 dicembre  1998).   La fissazione da parte del Comune del valore delle aree edificabili comporta un’autolimitazione del potere di accertamento, in  quanto il Comune si obbliga a ritenere congruo qualunque valore non inferiore a quello stabilito dal regolamento. Rimane fermo il principio che il valore delle aree edificabili è quello venale di comune commercio, quindi il contribuente può dichiarare un valore inferiore a quello deliberato, ma così facendo si pone nella condizione di subire l’eventuale accertamento da parte del Comune (preciso che ai sensi dell’articolo 16 del D.Lgs. n. 504/92 il valore dichiarato dal contribuente ha effetti ai fini della determinazione della eventuale indennità di esproprio, per cui una eventuale sottostima può diventare di danno per lo stesso).

 

 

Effetti dell’atto con adesione:  l’accertamento definito con adesione non è soggetto ad impugnazione da parte del contribuente; non è modificabile o integrabile da parte dell’Ufficio, tranne nelle ipotesi tassativamente previste dalla legge; non rileva ai fini extratributari; comporta la riduzione ad ¼ del minimo delle sanzioni previste, mentre rimangono dovuti gli interessi.